L'idraulico a Torino

Il rifacimento del bagno

Rifacimento del bagno: come comportarsi quando è necessario (o quando vogliamo) rifare il nostro bagno? Si tratta di manutenzione straordinaria oppure di manutenzione ordinaria? E quali sono le leggi in materia?
Il rifacimento del bagno è un aspetto molto importante perché il bagno è un ambiente che, se non è ben mantenuto dal punto di vista degli impianti, potrebbe comportare problemi di perdite e situazioni abbastanza compromettenti anche per altre stanze della casa. Rivolgersi ad un esperto del settore, come ad esempio un idraulico Torino, è fondamentale perché è solo grazie all’esperienza ed alla professionalità che è possibile affrontare nella maniera più adeguata le situazioni burocratiche e gli aspetti legali relativi ad un intervento del genere.
Come è noto, si tratta in questo caso di manutenzione straordinaria: lo definisce la legge (articolo 3, comma 1, lettera b), Dpr 380/2001) e per questo motivo sappiamo che, rifacendo il bagno, possiamo sfruttare la detrazione fiscale in materia.
Il rifacimento del bagno nella sua interezza – compresa, quindi, la sostituzione delle tubature ed il massetto – è considerata come manutenzione straordinaria, mentre la sostituzione dei sanitari viene indicata come manutenzione ordinaria: dal punto di vista burocratico e legale, quindi, nel primo caso le spese sostenute sono detraibili, mentre nel secondo caso no.
Affidarsi all’esperienza di un idraulico Torino è molto importante anche per comprendere le linee sottili che si possono trovare tra la manutenzione ordinaria e quella straordinaria e tutto ciò che comporta questa differenza. In linea di massima, le opere e gli interventi di manutenzione straordinaria – di cui ci occupiamo con esperienza, qualità e professionalità, nella nostra azienda BD Connect – servono per rinnovare anche l’aspetto strutturale dell’edificio.

Quali sono le detrazioni per il rifacimento del bagno?

Cosa chiedere ad un idraulico Torino in merito agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili?

Per quanto riguarda il 2015, si parla di detrazione al 50%, mentre per il prossimo anno (2016) la misura si abbasserà al 36%. In questa percentuale sono compresi anche i mobili che verranno utilizzati per l’arredamento del bagno, ma non i sanitari (Wc, lavandino, doccia e/o vasca da bagno), che rientrano invece nei lavori di rifacimento veri e propri.

Si parla quindi di detrazione massima di 96mila euro per unità immobiliare, e con una durata di dieci anni: per ottenerla, è necessario un contratto di appalto con la ditta che segue gli interventi e una visura camerale.

Ovviamente, anche se vi sono dei limiti temporali abbastanza elevati, sarebbe comunque meglio riuscire a limitare al massimo questi lavori, perché essi possono comportare un certo disagio (muri da abbattere, polvere e calcinacci in giro per casa, ecc.).

Dal punto di vista dei permessi, è necessaria la SCIA per gli interventi che un tempo richiedevano la Dia interventi che prima richiedevano la DIA, mentre la CILA è utile per chi non effettua interventi strutturali.

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